Mercoledì 21 Aprile 2010
SEGRETARI COMUNALI
di Roberto Minelli
SEGRETARI COMUNALI
Da consigliere e segretario dei DS ho avuto modo, nella legislatura passata, di oppormi ad una legge, voluta dall’allora assessore Amistadi, finalizzata a “consegnare” i Segretari Comunali nelle mani dei Sindaci.
L’idea di fondo era quella di rafforzare il potere discrezionale del Sindaco limitando la funzione di garanzia, sulla legalità delle procedure e sulla imparzialità della PA, svolta dal Segretario Comunale. La scelta fiduciaria del Segretario, con la conseguente possibilità di facile licenziamento, era visto come ottimo strumento per evitare un controllo esterno sempre più doveroso a fronte di una politica sempre più insofferente ai principi di legalità e imparzialità nei confronti di tutti i cittadini.
La legge fu votata nonostante le perplessità di chi, come il sottoscritto, ne aveva paventato la probabile illegittimità costituzionale. La sentenza della Corte Costituzionale e la sostituzione di Amistadi con l’assessora Gnecchi dei DS hanno definitivamente bloccato l’approvazione della legge. Senza capire il perché è però l’assessora Cogo ad essersi fatta carico di portare a termine il lavoro del conterraneo Amistadi, con la presentazione di un disegno di legge di cui, l’esponente del PD, chiede l’approvazione al Consiglio Regionale oggi riunito a Trento.
Non mi occupo più da tempo di politica ma continuo ad occuparmi della necessità di tenere alto il valore della legalità anche tenendo separato il potere politico (quello dei Sindaci in questo caso) dalla necessità di garantire, per il diritto di tutti i cittadini, l’imparzialità della Pubblica Amministrazione grazie anche a un Segretario Comunale libero di fare il proprio dovere senza il condizionamento di poter essere licenziato dal proprio Sindaco per ragioni più o meno nobili.
Sul piano giuridico poi vi è da rabbrividire nel leggere il testo e ne è esempio l’art. 9 laddove si prevede testualmente che “….il giudice non annulla l’atto di collocamento in disponibilità…..e condanna…..”, così arrivando a mettere in legge quello che un Giudice può o non può fare.
Tutti sappiamo quanto forte sia il desiderio di Berlusconi di dire ai Giudici cosa devono o non devono fare ma per metterlo, nero su bianco, in un provvedimento legislativo ci voleva un assessore del Partito Democratico e forse qualcuno capirà il perché, come ha dichiarato Dellai a questo giornale, il partito di Bersani sia così strutturalmente in crisi.
Mauro Bondi
UFFICIO STAMPA
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